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Milano in 16/16 è un racconto sintetico, composto da 16 moduli quadrati 30×30 cm. Otto di questi utilizzano il linguaggio del disegno per rappresentare i segni presenti nel paesaggio urbano, gli altri otto, attraverso il collage, parlano della suddivisione dello spazio antropizzato. La luce retroproiettata dai neon traspone i moduli nella loro effettiva tridimensionalità: è luce chiarificatrice, che diventa a sua volta segno generatore di senso. I diversi strati di carta, le cuciture, i fori, ricreano quelle stratificazioni, quelle divisioni, quei settori e spazi che sono presenti nella realtà urbana. Alcuni degli episodi sintetici di questo racconto sono: pioggia vista dall’alto, pneumatico su asfalto asciutto, uomo-piazza-crocevia, dalla mia altezza di 1, 62 m, NotteLuce, Non sempre lasciamo un’impronta leggera, la grafite segna forte nella carta come la terra di un’aiuola non calpestabile rimangono impronte di uomini che ostinatamente seguono uomini.

Milano in 16/16, 125×125×8 cm, carta filo, grafite, acquerello, neon