Prossimità: a Trento dal 27 Marzo
martedì marzo 16th 2010, 18:17
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Le Gallerie di Piedicastello sono uno spazio principalmente dedicato alla memoria, ieri tangenziale della città di Trento, oggi esempio concreto di come un luogo, cambiando la propria destinazione d’uso possa acquisire una rinnovata funzionalità. L’idea di riutilizzare questi due tunnel stradali è dell’ottobre del 2007, in contemporanea all’apertura delle nuove gallerie che hanno liberato il quartiere di Piedicastello dal traffico della tangenziale. Il 19 agosto del 2008 sono state aperte provvisoriamente con la mostra “I trentini e la Grande Guerra”, l’anno successivo è proseguito il periodo di rodaggio e sono stati eseguiti i lavori di adeguamento strutturale. Il 5 dicembre 2009 sono nuovamente aperte con l’ambizione di diventare un’area espositiva permanente. Le Gallerie sono gestite dalla Fondazione Museo storico del Trentino e volte alla conoscenza della storia, ma come sottolineano i responsabili della Fondazione, le Gallerie non sono un museo, bensì un luogo di sperimentazione e contaminazione tra diversi linguaggi culturali.

La Galleria nera ha inaugurato il 5 dicembre 2009 l’esposizione “Storicamente ABC”, ventuno lemmi per raccontare il Trentino. I contenuti varieranno nel tempo, aprendo lo spazio ad altre testimonianze, ad altri oggetti ed altre parole-chiave. La mostra si snoda attraverso l’alfabeto, nel ricordo dei libri per l’infanzia di Bruno Munari. L’itinerario si svolge all’interno della galleria, divisa in un percorso più ampio in cui sono contenute illustrazioni giganti delle lettere dell’alfabeto, che si articolano in geroglifici che a loro volta generano macro- e micro-storie di sequenze filmate; e in un percorso lungo e stretto all’interno della quale la topografia umana della regione è rappresentata da una serie di teste parlanti. Così descrive l’ambiente Jeffrey T. Schnapp, curatore insieme al team curatoriale della Fondazione Museo storico del Trentino. L’allestimento è stato seguito dallo Studio Terragni Architetti in collaborazione con Filmwork e Gruppe Gut.

La Galleria Bianca si apre con una mostra introduttiva sull’invenzione del territorio”, un modo per accostarsi al Trentino e alla sua storia, e propone spazi destinati alla didattica, alla formazione, all’approfondimento e alla sperimentazione.
E’ in questo ambito che sabato 27 marzo 2010 inaugura il progetto artistico “PROSSIMITA’ – Strategie artistiche in spazi urbani”, ideata e curata dal collettivo Cafè Culture. Il percorso espositivo pensato in site specific, riflette le dinamiche del territorio prossimo, scegliendo come punto di partenza l’area d’ubicazione della galleria. Le opere dialogano con la storia, lo spazio e le emozioni. Attraverso un approccio estetico, cinque istallazioni tecnologiche raccontano le pratiche che quotidianamente sono agite, vissute, percepite poichè il territorio non è un oggetto ma cosa viva. Nascono nuove geografie dettate dagli affetti, dalle necessità e dalle funzioni dei luoghi.
La mostra si apre con la performance audio visuale dal titolo “URBAN SKIN” a cura del gruppo O:gino Knauss un saggio di “dermatologia urbana”, un processo investigativo puntiglioso che cattura segni e tracce della città in continua evoluzione e trasformazione. Un assemblamento fotografico e registrazioni sul campo sono il punto di partenza per un processo che usa il live come un controllo istintivo per reinterpretare le impressioni raccolte.
Lo studio milanese Dotdotdot, propone un’installazione interattiva che coinvolgerà il fruitore stesso, rendendolo parte della narrazione di una porzione della storia della città di Trento.
Il collettivo artistico Les Flottants propone tre videoproiezioni sincronizzate attraverso cui si svolge un racconto animato di punti e linee nello spazio. Questi elementi grafici percorrono le inquadrature lasciando tracce del loro attraversamento per stabilire un dialogo con la geometria complessa della superficie. Sempre i Les Flottants coinvolgeranno il pubblico nella compilazione di un questionario on line sul tema dell’abitare.
Angela Prati con il progetto “INTERSEZIONI URBANE”, allestisce all’interno delle gallerie un set fotografico coinvolgendo gli abitanti del quartiere, il risultato è un’istallazione fotografica dove il territorio del corpo s’incontra con le architetture del luogo.
Infine il pittore Rolando Trenti seguendo le vicende dell’Ex fabbrica Italcementi, intravede nei flussi della polvere le tracce del passato nonchè trame di controllo del territorio.
Un ciclo di conferenze a cura di Andrea Mubi Brighenti (ricercatore e teorico socilale) Cristina Mattiucci (architetta) fondatori della rivista on line Lo squaderno completerà l’analisi intorno al tema del territorio indagato in “PROSSIMITA’ – strategie artistiche in spazi urbani”.

Info:

FONDAZIONE MUSEO STORICO DEL TRENTINO
Via Torre d’ Augusto, 41 – 38100 TRENTO
tel. ++39 0461 230482 ; fax ++39 0461 237418

HYPERLINK “http://www.museostorico.it” www.museostorico.it

CAFE’ CUTURE

Francesca Quadrelli
Curatrice

Gianluca Manzana
Direzione artistica e allestimento

Segreteria Organizzativa
Carlo Maiolini
Francesca Muriel Testa

HYPERLINK “http://www.cafeculture.it” www.cafeculture.it

HYPERLINK “mailto:infocafeculture@gmail.com” infocafeculture@gmail.com

tel. ++39 339 3959404



Io abito
lunedì marzo 15th 2010, 12:00
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IO ABITO
“Le mappe mentono sempre, i veri posti non ci sono mai” Herman Melville, Moby Dick

IO ABITO è un questionario ludico online sul tema della percezione del paesaggio.
E’ composto da una serie di domande le cui risposte confluiscono in una mappa dinamica e vengono georeferenziate e abbinate alla città indicata nella risposta “Qual è la tua città?”.
Le parole delle risposte costruiscono una nuvola di tag sovrapponibile alla carta topografica e formano una mappa semantica del territorio.
Il questionario on line indaga la percezione estetica dei luoghi nei quali ci troviamo, come nel caso di Piedicastello – dove è stato avviato il progetto – spazi che hanno subito forti interventi urbanistici e caratterizzati dalla presenza di strutture industriali dismesse o luoghi di altra natura.

www.ioabito.lesflottants.com



fuori dalla città
giovedì febbraio 07th 2008, 18:03
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La città di Leonia rifà se stessa tutti i giorni: ogni mattina la popolazione si risveglia tra le lenzuola fresche, si lava con saponette appena sgusciate dall’involucro, indossa vestaglie nuove fiammanti, estrae dal più perfezionato frigorifero barattoli di latta ancora intonsi, ascoltando le ultime filastrocche dall’ultimo modello di apparecchio.

Sui marciapiedi, avviluppati in tersi sacchi di plastica, i resti della Leonia di ieri aspettano il carro dello spazzaturaio. Non solo tubetti di dentifricio schiacciati, lampadine fulminate, giornali, contenitori, materiali d’imballaggio, ma anche scaldabagni, enciclopedie, pianoforti, servizi di porcellana: più che dalle cose che ogni giorno vengono fabbricate vendute comprate, l’opulenza di Leonia si misura dalle cose che ogni giorno vengono buttate via per far posto alle nuove…

Dove portino ogni giorno il loro carico gli spazzaturai nessuno se lo chiede: fuori della città, certo; ma ogni anno la città si s’espande, e gli immondezzai devono arretrare più lontano; …

Aggiungi che più l’arte di Leonia eccelle nel fabbricare nuovi materiali, più la spazzatura migliora la sua sostanza, resiste al tempo, alle intemperie, a fermentazioni e combustioni. E’ una fortezza di rimasugli indistruttibili che circonda Leonia, la sovrasta da ogni lato come un acrocoro di montagne…

Il pattume di Leonia a poco a poco invaderebbe il mondo, se sullo sterminato immondezzaio non stessero premendo, al di là dell’estremo crinale, immondezzai d’altre città, che anch’esse respingono lontano da sé montagne di rifiuti.
Forse il mondo intero, oltre i confini di Leonia, è ricoperto da crateri di spazzatura, ognuno con al centro una metropoli di in eruzione ininterrotta.
I confini tra le città estranee e nemiche sono bastioni infetti in cui i detriti dell’una e dell’altra si puntellano a vicenda, si sovrastano, si mescolano…

Italo Calvino, Le città invisibili



Emotion Mapping
domenica novembre 25th 2007, 15:57
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Partecipazione al workshop Emotion Mapping di Christian Nold, un progetto di ricerca pluriennale, cui hanno già preso parte più di mille persone in diverse nazioni e che unisce aspetti di partecipazione collettiva con l’utilizzo di tecnologie avanzate.

Per SISTEMI EMOTIVI l’artista è stato invitato a lavorare e a interagire con la comunità artistica locale al fine di creare una Mappa Emotiva di Firenze. Uno dei quesiti centrali sollevati dal lavoro di Nold è quello di come l’idea di comunità e di ambiente cambi quando gli individui prendono coscienza dell’intimo stato del proprio corpo e di quello degli altri.

http://www.strozzina.org/sistemi_emotivi/cn.htm

http://www.biomapping.net/



lasciare libero il passo
mercoledì ottobre 18th 2006, 20:20
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Un segno di “Lasciare libero il passo” è stato avvistato anche alla Tate Modern di Londra.