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“CARTE MUTE AL DUCALE”
Inaugurato il progetto curato da “Les Flottants”
HA RISPOSTO anche il pubblico alla seconda giornata di Ecomeeting, il festival dell’ambiente organizzato da Provincia, comune di Massa e Parco delle Alpi Apuane con la collaborazione del Centro interdisciplinare di studi e ricerche sulla comunicazione (Cico) della facoltà di lettere e filosofia dell’Università di Pisa.
Seguitissimo l’incontro del pomeriggio su “Stare al mondo. La filosofia nell’ambiente di oggi”, dialogo tra Salvatore Natoli, Adriano Fabris e Francesca Nodari in Piazza Mercurio.
NELLA MATTINA di ieri, invece, gli studenti del Liceo Artistico “Gentileschi” di Carrara e dell’Istituto d’ Arte “Palma” di Massa hanno partecipato nella Sala della Resistenza di Palazzo Ducale nell’inaugurazione di “Carte Mute” installazione multimediale frutto di una collaborazione degli studenti stessi con il collettivo artistico “Les Flottants” per creare una lettura fotografica del litorale Apuo Versiliese.
La mostra è accessibile sul web www.ecomeeting.it/geoblog/ o tramite l’installazione allestita nel Grottesco nel cortile del Ducale.
I ragazzi hanno potuto assistere anche all’incontro “Performing media e territorio”, al quale sono intervenuti Alessandra Lischi, Carlo Infante e Carlo Da Pozzo. A tracciare il filo rosso che unisce il tema dell’ambiente con i vari appuntamenti di Ecomeeting è stato il padrino del festival Carlo Da Pozzo che ha ricordato l’importanza del linguaggio, della comunicazione e dei segni, ma ancora di più la loro interpretazione rispetto alla realtà.
Alle domande, poste dalla studiosa di filosofia Francesca Nodari, su cosa sono i performing media ha risposto per prima Alessandra Lischi dell’Università di Pisa, esperta in cinema e video arte:”I media, pensiamo al cinema e a tanti film degli anni quaranta e cinquanta, hanno sempre documentato il territorio. I registri Franco Piavoli (che sarà oggi alle 18.30 in Piazza Mercurio con Vincenzo Cerami, ndr) e Ermanno Olmi, che hanno fatto della riflessione e della paziente osservazione del paesaggio il tema del loro lavoro, sono l’antidoto contro l’inquinamento mediatico di oggi.
In questo senso possiamo parlare di ecologia dei media”. E ha concluso: ” i mezzi di comunicazione di oggi sono performativi nel senso che mutano l’universo e noi siamo a nostra volta in grado di mutare il mondo che ci circonda. Questa è la metamorfosi creata dall’interattività”.
DAI PERFORMING media è partito anche Carlo Infante, che ha coniato la definizione. Rivendicando il potere del corpo, quindi dell’azione dello spettatore che non è più tale ma interagisce con il mondo e lo modifica: “una creatività che agisce non solo sui linguaggi ma anche sui comportamenti e diventa sociale, produce mobilitazione”.
Come ha fatto “Carte Mute”, progetto di social-networking territoriale capace di aggregare i ragazzi, che parlano i nuovi linguaggi, per guardare al territorio dove vivono con occhi diversi.